Dinamiche degli investimenti nel Nord e nell'Ovest Africa: strategie economiche e implicazioni geopolitiche
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18/08/2025

Il impegno della Spagna a fornire 300 milioni di euro in finanziamenti alla Mauritania, affiancato da ulteriori 200 milioni di euro dall'UE destinati a rafforzare il controllo sull'immigrazione illegale dall'Africa subsahariana, rappresenta un'iniezione significativa di fondi in una delle nazioni arabe più povere. Con un PIL di soli 10.3 miliardi di dollari e una popolazione relativamente ridotta di 4.2 milioni di persone, la Mauritania può beneficiare enormemente di queste somme consistenti, soprattutto considerando la sua recente crescita economica, che si attesta tra il 5% e il 7% annuo.
Nonostante i progressi economici, la Mauritania rimane una nazione caratterizzata da complessità socio-politiche, in particolare riguardo alla sua composizione demografica. La struttura di potere predominante è detenuta dai Beydans, o arabi bianchi, che costituiscono il 30% della popolazione e occupano posizioni militari, politiche ed elitari di rilievo. Seguono gli Haratin, arabi neri che costituiscono il 40% della popolazione, i quali ricoprono ruoli meno privilegiati all'interno del corpo diplomatico, della burocrazia e della gerarchia militare.
Il restante 30% della popolazione mauritana è costituito da gruppi etnici non arabi provenienti dall'Africa occidentale, principalmente dal Senegal, spesso considerati discendenti di schiavi arabi mauri e relegati ai più bassi strati socioeconomici. Questo segmento forma la spina dorsale della forza lavoro non qualificata, che affronta problemi di analfabetismo e marginalizzazione all'interno della società mauritana.
Nel frattempo, il Marocco affronta le proprie sfide economiche, in particolare nel suo settore agricolo, con le esportazioni verso l'UE minacciate a causa di agitazioni interne e proteste tra gli agricoltori. La Federazione dei Trasporti e della Logistica del Marocco, in collaborazione con vari sindacati, sta sollecitando un intervento del governo per affrontare le lamentele derivanti dal dumping dei prezzi da parte delle aziende marocchine, che ha portato a un calo delle esportazioni di frutta e verdura verso l'UE.
Inoltre, le crescenti tensioni in Europa hanno spinto le compagnie di trasporto internazionali a mostrarsi restie a facilitare le esportazioni marocchine, temendo attacchi potenziali alle spedizioni. Questa interruzione rappresenta una minaccia significativa per le relazioni commerciali agricole del Marocco con l'UE, con segnalazioni che emergono di agricoltori spagnoli che rovesciano scatole di pomodori marocchini nel bel mezzo del tumulto.
In mezzo a queste sfide, la venture del conglomerato marocchino Cimaf in Mali con la costruzione di una nuova fabbrica di cemento nella regione di Sikasso rappresenta uno sviluppo notevole nelle dinamiche economiche regionali. Il progetto, volto a soddisfare la crescente domanda di cemento in Mali e ad allinearsi con la visione del governo di posizionare il paese come un hub industriale nell'Africa occidentale, sottolinea il potenziale degli investimenti transfrontalieri per stimolare la crescita economica e le opportunità di occupazione nella regione. Mentre il Mali cerca di avanzare nel suo settore delle costruzioni e promuovere l'industrializzazione, iniziative come il progetto della fabbrica di cemento offrono promesse per facilitare uno sviluppo sostenibile e migliorare l'integrazione regionale.
Amplificando le implicazioni socioeconomiche, l'afflusso di fondi in Mauritania e Marocco non solo affronta sfide economiche immediate, ma porta anche a implicazioni geopolitiche più ampie. Il sostegno finanziario della Spagna e dell'UE alla Mauritania punta a rafforzare il controllo migratorio, riflettendo gli sforzi per gestire il flusso di migranti dall'Africa subsahariana, mitigare le crisi umanitarie e affrontare le preoccupazioni per la sicurezza. Investendo nello sviluppo economico e nelle misure di sicurezza nella regione, la comunità internazionale mira a favorire stabilità e cooperazione, contribuendo infine alla pace e alla prosperità globale.
Inoltre, le dinamiche del settore agricolo marocchino evidenziano l'intricata interazione tra politiche interne, relazioni commerciali internazionali e stabilità socioeconomica. Le proteste degli agricoltori marocchini e le interruzioni nelle esportazioni agricole evidenziano le vulnerabilità insite nelle catene di approvvigionamento globali e la necessità di strategie economiche resilienti che prioritizzino i mezzi di sussistenza locali mentre si navigano le pressioni del mercato internazionale.
In Mali, il progetto della fabbrica di cemento di Cimaf rappresenta un investimento strategico con ampie implicazioni per lo sviluppo infrastrutturale regionale e l'industrializzazione. Sfruttando il potenziale del Mali come hub manifatturiero, il progetto non solo affronta le esigenze infrastrutturali domestiche, ma contribuisce anche all'integrazione economica regionale e alla diversificazione.
In generale, le iniziative intraprese in Mauritania, Marocco e Mali sottolineano la natura multifaceted dello sviluppo economico nella regione, evidenziando l'importanza di investimenti mirati, politiche sostenibili e sforzi collaborativi per affrontare sfide complesse e sbloccare opportunità di crescita e prosperità.
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